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Un tè con Marianne Brandt

Aggiornato il: 30 ott 2019

Unica donna, Marianne Liebe Brandt, ad aver lavorato nel Metallwerkstatt del Bauhaus. Una delle poche e preziose presenze femminili della scuola, la Staatliches Bauhaus, fondata a Weimar, in Germania, proprio un secolo fa.

La sintesi della sua ricerca rivive grazie ad Alessi , nel servizio per zucchero e crema 90042, che evoca ritualità d'altri tempi, ma si innesta su un gusto e uno stile decisamente contemporanei.






Allora ero dell’opinione che un oggetto dovesse essere il più funzionale possibile, e bello

secondo le esigenze del materiale. Più tardi arrivai alla conclusione che la personalità

artistica assume un ruolo decisivo.

[Marianne Brandt, “Brief an die junge Generation”, Eckhard Neumann, “Bauhaus und Bauhausier”, Bern, Hallwag AG, 1972]



Cremiera, molle per zollette, vassoio rotondo e zuccheriera tali da entrare a pieno titolo tra i classici del disegno industriale. Un progetto del 1928, carico di una delle storie più significative, nate lungo la linea temporale del design, quella di un metodo, di una scuola, tali da riuscire a non accumulare mai la polvere degli anni.

Servizio creato da Marianne Brandt, insieme a Helmut Schulze, in quella fucina di idee, innovazione e talenti che fu il Bauhaus. Circa cento anni racchiusi nella leggerezza di un design funzionale, razionale, ma morbido e comunque sempre attuale. Merito delle linee espresse nella tridimensionalità dell'acciaio inossidabile lucido 18/10, capaci di svelarsi, come in questo piccolo grande oggetto riproposto dall'Alessi, nell'essenzialità di un gusto che annulla ogni valenza temporale.


photo courtesy: Alessi; Santi Caleca.

Si ringrazia: quacom.it Ufficio Stampa

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